LA MAGLIA DEL PORT VALE E ROBBIE WILLIAMS: UN’INDAGINE NERD

Partiamo dai fatti. Il 7 agosto Erreà ha svelato una delle novità più curiose della stagione 2020/21: la nuova maglia del Port Vale firmata in collaborazione con il tifoso più celebre della squadra inglese, Robbie Williams.

La maglia del Port Vale disegnata con Robbie Williams

I colori – ovviamente – sono il bianco e il nero, come accade sulle maglie dei Valiants da 100 anni esatti (con qualche parentesi di rosso e giallo-nero). Ma a colpire è il particolare design ‘a sei mani’ dal brand italiano, dalla squadra inglese e dal cantante-tifoso.

Il risultato, su base ovviamente bianca, una V realizzata con un’aggressiva grafica a scacchi, disposti ‘a diamante’ che sconfinano su spalle e maniche. Nero è anche il colletto della maglia, mentre le rifiniture delle maniche e il logo Erreà sono color giallo-oro.

Realizzato in bianco e nero anche il classico badge a quarti del club di Stoke-on-Trent, finalmente “stabilizzatosi” dopo le tante modifiche stilistiche degli ultimi 35 anni.

Completano il kit pantaloncini neri con dettagli bianchi e calzettoni bianchi.

Port Vale e Robbie Williams: la nostra “indagine”

Fin qui, come abbiamo premesso, i fatti. Ma come si arriva a disegnare la maglia di un club di League Two assieme a uno dei più famosi artisti inglesi contemporanei.

come si arriva a disegnare questa maglia, non convenzionale, pop, sfrontata e al tempo stesso intrisa di passione per il football e per il Port Vale Football Club?

Si parte da Burslem

Novelli Sherlock Holmes, non possiamo che prendere il via da Burslem, l’agglomerato urbano, uno dei sei che formano la città di Stoke-on-Trent, da cui tutto partì negli ultimi decenni del 1800. La datazione ufficiale parla di 1876, le testimonianze ovviamente sono frammentarie. Quello che è certo è che nel 1884 la squadra diventa Burslem Port Vale ed è così che partecipa per la prima volta alla Football League, nel campionato di seconda divisione del 1892, assieme – fra le altre – a quel Darwen che i meno distratti ricorderanno nella miniserie Netflix “The English Game”.

1893–94 Burslem Port Vale F.C. season - Wikiwand
Il Burslem Port Vale 1893/94

A quei tempi l’identità bianca e nera dei Valiants non esiste, la prima maglia (ma sarebbe meglio dire camicia da calcio) è rossa. Negli anni compresi fra 1892 e 1907 il Port Vale gioca poi in giallo e nero, claret and blue e addirittura nella tenuta biancorossa a strisce verticali che renderà celebri gli odiati rivali dello Stoke (oggi Stoke City).

È solo dopo la Grande Guerra (1919) che il Port Vale FC – salvato dalla liquidazione e dalla scomparsa nel decennio precedente dai membri del misconosciuto Cobridge Church – inaugura la classica divisa maglia bianca-pantaloncino nero, con un’inusualmente lunga parentesi rossa (sia stile Nottingham Forest che stile Man United, con le calze nero) fra il ’23 e il ’36. Inizia così una storia calcistica molto più travagliata che gloriosa, con il picco della semifinale di FA Cup nel 1954 e tre titoli nelle categorie minori.

Pay On The Day Available At Port Vale - News - Oldham Athletic

È evidente, a questo punto, che la storia del Port Vale e delle sue divise non si misura in termini di trofei e coppe. È una di quelle storie molto British, che legano in maniera assai più profonda un club alla sua comunità e al suo territorio. Dove a passarsi il testimone, nei decenni, sono le generazioni che, sabato dopo sabato, si sono accalcate per vedere la partita prima nel vecchio Old Recreation Ground e poi a Vale Park.

Fin qui tutto chiaro, più o meno. Abbiamo il background storico e l’indiziato (Robert Peter Williams) ma alla nostra indagine mancano ancora diversi elementi, fra cui il movente.

Dal Red Lion a FIFA 2000

A metterci sulla buona strada due parole: Red Lion. Sembrava un enigma, invece è solo il nome del pub che papà Pete gestiva a Burslem, uno dei più antichi della città, benché oggi ne rimangano solo le mura e il ricordo. Robbie cresce lì, fra il bancone e le vie della città che ha dato i natali anche a Lemmy Kilmister (vi dicono qualcosa i Motorhead?), diviso in maniera quasi naturale fra musica e calcio. A spingere dalla parte di quest’ultimo ci pensa la sorte. Infatti a un certo punto, a Pete viene affidato il Port Vale Social Club, sostanzialmente il pub ufficiale della squadra, frequentato da soci e calciatori.

Inizia a spiegarsi, dunque, quanto sia forte il legame fra Robbie e i Valiants. Un legame nato ben prima della celebrità e che le mille distrazioni che una vita da star non sono riuscite ad attenuare. Ci raccontano – così – che l’amore per il Port Vale di Robbie Williams va ben oltre le maglie sfoggiate a ogni occasione già negli anni Novanta, in piena era Take That.

Pare non sia leggenda metropolitana il fatto che nel 1999 Robbie abbia concesso la sua “It’s only us” alla EA Sports per FIFA 2000, purché il Port Vale comparisse nel gioco. Essendo la squadra invischiata nelle categorie minori del calcio britannico, venne inserita nella sezione “Resto del mondo”, come un Boca Juniors qualsiasi.

Così come non sono leggenda – ma questo lo sapevamo – le sterline sborsate da Robbie Williams nel 2006 diventare azionista del Port Vale e aiutare il club a uscire dalle difficoltà. Insomma, è vero amore, altro che infatuazione. Fra l’altro Vale Park doveva anche essere sede di un grande concerto di beneficenza che avrebbe segnato il ritorno in città di Robbie, rinviato al 2021 causa Covid-19.

Freccette e depistaggi

A questo punto avevamo indiziato e movente, ma siamo stati vittima di un tentativo di depistaggio. Voci di corridoio ci invitavano infatti a notare come il disegno a V della nuova maglia ricordasse molto da vicino il design del bersaglio delle freccette. In un posto dove le darts sono religione, anche a causa di una gloria locale come Phil Taylor, per anni numero uno mondiale della specialità e più volte campione del mondo, la storia poteva reggere.

Ma si è rivelata poco più di una chiacchiera da pub, l’unico posto non a caso dove calcio e freccette hanno qualcosa in comune, spesso accompagnate da abbondante birra.

Insomma, la nostra indagine a suon di brit pop e fish and chips si avvia alla conclusione. Di fronte ai cancelli della villa di Robbie dobbiamo fermarci anche noi, ma non è difficile ricostruire, pezzo per pezzo, il delitto.

Moventi e delitti

Il movente di Robbie, come detto, è l’amore per il Port Vale. Quello del club – è lecito supporre – godere di una visibilità amplificata dalla notorietà del suo tifoso vip e della possibilità di avvicinare a Vale Park nuovi fans oltre che trovare un posizionamento diverso a un “brand” che esiste da oltre 140 anni.

Robbie Williams - onevalefan.co.uk

Quello di Erreà lanciare un’operazione cross concept fin qui inedita, in cui il marchio sportivo e il club permettono alla celebrità di mettere le mani sulla maglia, godendo dunque delle inevitabili contaminazioni con il mondo del pop (dove la grafica ha da sempre un rilievo fondamentale, fra cover dei dischi e scenografie dei live), della moda e dello showbiz in generale.

Last but non least, come dicono anche qui a Burslem, tutto ciò permette di creare un prodotto veramente personalizzato, lontano anni luce dalla teoria dei template e della seriali che popolano un po’ ovunque le categorie inferiori del calcio.

Questa maglia del Port Vale disegnata con Robbie Williams è davvero qualcosa che rende speciale il rapporto fra il Port Vale e la sua gente anche al di là della classifica, della sala trofei e dei risultati delle partite. Le sole vittime di questo delitto estivo sono il conformismo e il pensiero che, se non giochi la Champions League, non sei autorizzato a esprimere la tua personalità.

Port Vale e Robbie Williams: il caso è chiuso

A questo punto, il giallo è risolto e il resto sono solo dettagli. Robbie Williams, il club ed Erreà avevano più di un mondo dal quale attingere. Quello del calcio, senz’altro (la V di Vale e di Valiants, ad esempio, era stata già raffigurata sulle maglie del club come chevron negli anni ’80 e nel 2015; i dettagli giallo-oro riportano alle divise a strisce verticali giallonere indossate come maglia home fra il 1958 e il ’63) ma anche quello dello spettacolo, con i suoi colori e i suoi look spesso aggressivi o stravaganti.

Senza dimenticare che la “generazione” di Robbie Williams è quella ha contribuito in maniera massiccia a sdoganare lo sportswear nel mondo, fra felpe, maglie da calcio (vero, fratelli Gallagher?) ed accessori.

Il caso è chiuso. Prima di lasciare Vale Park la maglia home del Port Vale “firmata” Robbie Williams e già nella nostra borsa, pronta ad aggiungersi alla nostra collezione e alla classifica delle maglie top 2020/21.

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